Mirko Morfino, consulente ActiveCampaign

Consulenza ActiveCampaign · da remoto, in tutta Italia

Il consulente ActiveCampaign per l’account che nessuno osa toccare.

Liste doppie, etichette messe da persone diverse, automazioni accese da anni che nessuno controlla più. Entro nel tuo account, capisco cosa serve davvero e lo rimetto in ordine.

  • Quando finisco ti lascio un documento che spiega cosa ho fatto, dove si trova e come si modifica: non dipendi da me.
  • Ti dico anche quando non vale la pena investire: a volte la risposta è no.
  • Si comincia con una chiamata di 20 minuti, gratis, per capire se ha senso lavorare insieme e se posso esserti d’aiuto.
Consulente ActiveCampaign certificato da Active Powered
10+anni su ActiveCampaign
30+e-commerce seguiti
70+aziende e professionisti dal 2019

→ Ti riconosci?

Succede quando l’account cresce e nessuno se ne occupa più

  • Hai ereditato l’account da un’agenzia o da un freelance che non risponde più, e le chiavi non le hai.
  • Automazioni accese che nessuno sa cosa mandano. Altre risultano attive, ma dentro non entra nessuno.
  • Gli ordini del negozio non entrano in ActiveCampaign, così scrivi a tutti la stessa cosa.
  • Paghi il piano ogni mese e non sapresti dire cosa ti ha portato.

Alla fine nessuno tocca più niente, per paura di rompere qualcosa.

→ Cosa faccio

Cosa faccio dentro il tuo account

Il risultato che cerco è semplice: le email giuste partono da sole, i dati passano da un sistema all’altro senza copia e incolla, e sai da dove arriva ogni contatto e ogni vendita.

01

Controllo e riordino

Apro l’account e guardo cosa c’è davvero: quali liste si usano ancora, quali tag (le etichette sui contatti) hanno un senso, quali automazioni stanno lavorando e quali sono ferme o doppie. Ti consegno un quadro chiaro e una proposta di cosa tenere e cosa spegnere. Non spengo niente senza dirtelo prima.

02

Automazioni che partono davvero

Le email che devono partire da sole al momento giusto: il benvenuto a chi si iscrive, i messaggi dopo un acquisto, il promemoria a chi lascia il carrello a metà, il richiamo a chi non apre da un anno. Ogni percorso lo provo io per primo, dall’inizio alla fine, e solo dopo lo accendo.

03

Lanci, webinar, liste d’attesa

Se vendi corsi o servizi a periodi: le sequenze di email prima, durante e dopo il lancio, le liste d’attesa, i webinar registrati che continuano a lavorare anche fuori dai lanci. I testi li scrive un copywriter; io coordino e costruisco tutta la parte tecnica.

04

Collegamenti con quello che usi

ActiveCampaign deve ricevere i dati dagli altri strumenti: il negozio (Shopify, WooCommerce), il sito WordPress, i moduli Typeform, i pagamenti, la piattaforma dei corsi. Dove non esiste un collegamento diretto uso Zapier o n8n, programmi che fanno parlare fra loro strumenti diversi. Così nessuno copia e incolla dati a mano.

05

Da dove arrivano le vendite

Su ogni contatto resta scritto da dove è arrivato: un’inserzione, una email, un post sui social. Quando poi quella persona compra, sai quale canale te l’ha portata, e puoi decidere dove mettere i soldi sapendo cosa funziona.

06

Migrazione e team interno

Se oggi usi un altro strumento (Mailchimp, Klaviyo, Brevo) ti aiuto a capire cosa conviene portare in ActiveCampaign e cosa lasciare indietro, e mi occupo del trasloco. E se in azienda c’è qualcuno che userà l’account ogni giorno, gli insegno a farlo senza paura di rompere qualcosa.

ActiveCampaign collegato a quello che usi già

ActiveCampaign
Shopify
WooCommerce
WordPress
Typeform
Zapier
n8n

→ Casi reali

Quattro casi reali

Quattro situazioni che ho seguito di persona. Per ognuna ti racconto com’era l’account quando sono arrivato, cosa ho fatto e cosa è cambiato.*

Professionista della salute che vende corsi online

Situazione
Una lista di circa 10.000 contatti e un account ActiveCampaign usato per anni senza una regola: a ogni nuovo webinar si creava una lista nuova, a ogni iniziativa un’automazione nuova. Risultato: 73 liste e 30 automazioni. A quel punto capire quali servono ancora e quali no diventa un lavoro a sé.
Cosa ho fatto
Per prima cosa ho passato in rassegna tutto l’account, lista per lista e automazione per automazione, per separare quello che era ancora utile da quello che era rimasto lì. Poi, per il webinar in arrivo, invece dell’ennesima lista generica ho preparato due moduli di iscrizione distinti: uno per chi arriva dai canali gratuiti (social, newsletter) e uno per chi arriva dalle inserzioni a pagamento, collegati a due pagine del sito. Prima di pubblicare ho fatto un’iscrizione di prova completa, per verificare che ogni dato finisse al posto giusto, compresa la professione di chi si iscrive.
Cosa è cambiato
Oggi di ogni iscritto si sa da quale canale è arrivato e che lavoro fa. Serve a capire se le inserzioni portano le persone giuste e a scrivere email diverse a pubblici diversi. Il riordino del resto dell’account è ancora in corso, quindi non ti racconto risultati che non ci sono ancora.

Creator che vende corsi online

Situazione
Un creator con un pubblico già molto grande, che vendeva i suoi corsi a lanci (periodi di vendita di pochi giorni, due o tre volte l’anno). Ogni lancio veniva ricostruito da zero: nuove email, nuove liste, nuovi collegamenti. I contatti stavano tutti insieme, senza distinguere chi aveva già comprato da chi no. E tra un lancio e l’altro non si vendeva niente.
Cosa ho fatto
In circa quattro anni ho seguito 8 lanci dall’inizio alla fine. Dentro ActiveCampaign ho costruito un sistema di tag (etichette sui contatti) che registra cosa ha comprato ogni persona e in quale lancio, da dove è arrivata e a quali liste d’attesa si è iscritta. In più: una serie di email di benvenuto per i nuovi iscritti e un webinar registrato che parte in automatico e propone il corso anche fuori dai periodi di lancio.
Cosa è cambiato
La struttura adesso si riusa invece di rifarla ogni volta: preparare un nuovo lancio richiede 4-6 settimane, mentre al primo erano serviti 3-4 mesi. E con i contatti etichettati si può scrivere in modo diverso a chi ha già comprato e a chi no.

Medico con un servizio premium

Situazione
Un medico che propone un servizio premium riceveva molte richieste, ma una buona parte arrivava da persone per cui il servizio non era adatto, ad esempio perché troppo lontane. Tutte andavano comunque lette e smistate a mano.
Cosa ho fatto
Ho messo prima del contatto un questionario (fatto con Typeform) collegato ad ActiveCampaign. In base a dove vive la persona e a cosa risponde, parte in automatico un’email diversa, senza che nessuno debba smistare a mano.
Cosa è cambiato
Sono stati completati oltre 1.200 questionari. E leggendo una per una le risposte alla domanda aperta è venuta fuori una cosa che nessun report automatico mostra: una delle domande più ricorrenti era il prezzo, e “quanto costa” compariva scritto in 444 modi diversi. Sapere qual è la domanda che le persone hanno in testa ti dice di cosa parlare per primo nelle email.

Ente di formazione per professionisti sanitari

Situazione
Un ente che vende online corsi di aggiornamento per professionisti sanitari (i corsi ECM). Lo seguo da anni con un lavoro continuo, settimana per settimana, più che con un singolo progetto.
Cosa ho fatto
In ActiveCampaign girano i percorsi che accompagnano le vendite: webinar gratuiti che alla fine della diretta propongono il corso, email che ricordano l’acquisto a chi ha messo un corso nel carrello e non ha completato, un sondaggio dopo ogni corso, e la proposta del corso successivo a chi ne ha già fatto uno.
Cosa è cambiato
Qui non c’è un “prima e dopo” da raccontare, perché è un lavoro di manutenzione continua. Ogni settimana preparo un report con i numeri (iscrizioni, vendite, spesa in pubblicità) e su quello si decide cosa tenere, cosa cambiare e cosa spegnere.

* Per riservatezza verso i clienti non compaiono nomi e marchi. Fatti e numeri sono quelli dei progetti.

→ Il metodo

Come lavoro, in quattro regole

01

Prima i numeri

Prima di toccare qualcosa guardo i dati che hai: quante persone si iscrivono, quante aprono le email, quante comprano, e in quale punto si fermano. Così si decide sui fatti e non sulle impressioni. Può capitare che i dati manchino o non siano affidabili (tracciamento mai attivato, numeri che non tornano): in quel caso te lo dico chiaramente. E quando faccio una supposizione te la presento come supposizione, non come una certezza. In breve: se i dati non ci sono te lo dico, e le ipotesi le chiamo ipotesi.

02

Un pezzo alla volta

Un account in disordine ha decine di cose da sistemare, e volerle fare tutte insieme è il modo migliore per non finirne nessuna. Si parte dal punto che blocca tutto il resto. Un esempio: se l’email di benvenuto non parte, è inutile lavorare su quelle successive, perché nessuno ci arriva.

03

Si sistema prima di comprare

Prima di proporti uno strumento nuovo o un piano più caro, guardo cosa hai già. Quasi sempre nell’account c’è materiale fermo che può tornare utile: liste mai più usate, automazioni lasciate a metà, funzioni che paghi da anni e non hai mai acceso. Si parte da lì, e si spende solo quando serve davvero.

04

Tutto resta a nome tuo

Account, pagine e automazioni restano a nome tuo, con le tue credenziali: io ci lavoro come ospite. Quando finisco ti lascio un documento che spiega cosa ho fatto, dove si trova e come si modifica. Se un domani ci metterà le mani un collaboratore o un altro consulente non dovrà ricominciare da capo, e tu non dipendi da me.

A volte la risposta è no

Non tutti i problemi si risolvono con le automazioni, e quando è così lo dico. Un esempio: un’azienda alimentare storica aveva aperto da poco un e-commerce ed era convinta che le vendite non partissero per colpa delle inserzioni. Guardando i conti è venuto fuori altro: su un ordine medio di 12 euro restava circa 1 euro di margine. Con quei numeri nessuna campagna e nessuna automazione poteva far quadrare i conti. Il mio consiglio è stato di non investire altro su quel canale.

→ Chi sono

Mirko Morfino

Vivo a Catania e lavoro da remoto con clienti in tutta Italia. Uso ActiveCampaign da più di dieci anni: ci ho costruito automazioni per e-commerce, corsi online, studi professionali e piccole aziende.

Sono consulente ActiveCampaign certificato da Active Powered, rivenditore italiano di ActiveCampaign dal 2016. La mia scheda è nella loro directory.

Sono Growth Specialist e consulente in Marketers Accelerator, dove seguo brand, aziende ed e-commerce. Collaboro anche con altre realtà come consulente di marketing.

Prima, undici anni da account manager in una software house. Il marketing l’ho imparato riempiendo le serate in cui suono: DJ hardcore da quasi vent’anni.

Esperienze e competenze nel dettaglio: profilo LinkedIn →

10+anni su ActiveCampaign
30+e-commerce seguiti
50lanci di corsi online, circa
70+aziende e professionisti dal 2019

Alcuni dei brand con cui ho lavorato o lavoro tuttora

A-Commerce
A-CommerceCommunity / Consulenza
Marco Casario
Marco CasarioPersonal brand / Formazione
Marcello Ascani
Marcello AscaniPersonal brand / Formazione
Dr. Francesco Segreto
Dr. Francesco SegretoPersonal brand / Medico
Selvatica Wear
Selvatica WearGiulia CalcaterraE-commerce
Yoga Academy
Yoga AcademyDenise DellagiacomaPersonal brand / Formazione
Giulia Calcaterra
Giulia CalcaterraPersonal brand
La Tua Nutrizionista
La Tua NutrizionistaPersonal brand / Formazione
Automatiking
AutomatikingStefano de CarloFormazione
Be Perfect
Be PerfectDott. Ivan LurgoE-commerce / Personal brand
Changers
ChangersAlessandro RimassaPersonal brand / Community
Crescitasocial
CrescitasocialCommunity / Servizi social

→ Come si comincia

Tre passi, senza impegni lunghi

01

Mi scrivi dal form

Due o tre righe: cosa succede, da quando, cosa hai già provato. Le leggo io e ti rispondo entro 2 giorni lavorativi per fissare la chiamata.

02

Chiamata di 20 minuti, gratis

Mi racconti il problema e ti dico se è roba mia e da dove partirei. Serve a capire se ha senso lavorare insieme e se posso esserti d’aiuto. Se non è il mio campo, te lo dico subito e, se conosco la persona giusta, ti faccio il nome.

03

Sessione sul tuo account: 50 minuti, 147 euro

Apriamo insieme il tuo ActiveCampaign, guardiamo i numeri e ti dico cosa terrei, cosa spegnerei e cosa farei per primo. Se non ti è servita, te li restituisco. Se poi lavoriamo insieme, li scalo dal preventivo.

Se serve un intervento, è un progetto con un inizio, una fine e un preventivo chiaro. Non mi attacco ai clienti come una cozza allo scoglio: resto il tempo che serve, poi ciao.

In che senso? Preferisco i rapporti di lavoro che convengono a tutti e due e che durano il giusto: finché c’è qualcosa di utile da fare ci sono, quando il lavoro è finito non invento motivi per restare.

E non prendo cento clienti alla volta. Ne seguo pochi, per scelta: così il tuo account lo conosco davvero, e quando mi scrivi ti risponde la persona che ci ha messo le mani.

→ Domande frequenti

Domande che mi fanno quasi sempre

Il mio account è un disastro: si rifà da zero?

Quasi mai. Di solito si tiene quello che funziona, si spegne quello che non serve più e si sistemano i collegamenti rotti. Ripartire da zero conviene solo quando sistemare costerebbe più che rifare: in quel caso te lo dico prima, spiegandoti i motivi.

Fai tutto da solo?

Dipende dal lavoro. La parte su ActiveCampaign e sulle automazioni la faccio io, con le mie mani. Quando il progetto è più ampio o più complesso (testi, inserzioni, grafica, sviluppo su misura, aspetti legali e privacy) coinvolgo professionisti con cui lavoro da tempo, scelti in base a quello che serve a te in quel momento. Tu continui a parlare con una persona sola: faccio io da regia, passo le indicazioni e controllo il lavoro prima che arrivi a te. Come gestire i loro costi (una fattura unica o fatture separate) lo decidiamo insieme all’inizio.

Arrivo da Mailchimp, Klaviyo o Brevo: mi conviene passare?

Klaviyo e Brevo li uso anche io: se per te lo strumento giusto è un altro, te lo dico. Se si passa ad ActiveCampaign, contatti e storico si portano; le automazioni si ricostruiscono.

Ho un negozio su Shopify o WooCommerce: cosa cambia?

La cosa importante è che ordini e carrelli arrivino dentro ActiveCampaign con i dati giusti: cosa ha comprato la persona, quando, per quanto. Da lì si costruiscono le email che servono a un negozio: il promemoria per il carrello lasciato a metà, i messaggi dopo l’acquisto, il richiamo a chi non compra da tempo.

Le mie email finiscono in spam: da cosa dipende?

Dipende, e quasi mai da una cosa sola. Le cause più comuni: il dominio da cui mandi non è configurato bene (mancano le “firme” tecniche che dicono ai servizi di posta che sei davvero tu: SPF, DKIM e DMARC); la lista contiene tanti indirizzi che non aprono da anni, o indirizzi sbagliati; hai mandato molte email tutte insieme dopo mesi di silenzio; il contenuto somiglia a quello dello spam (troppi link, solo immagini, toni da promozione aggressiva); oppure in passato tante persone ti hanno segnalato come spam. Per questo non esiste una risposta valida per tutti: prima si guarda cosa succede nel tuo caso (a chi finisci in spam, da quando, con quali email), poi si interviene sulla causa vera. A volte basta poco, a volte serve qualche settimana per recuperare la reputazione del dominio.

Come funziona la prima chiamata? Si paga?

La prima chiamata dura 20 minuti ed è gratis: mi racconti cosa succede e capiamo se ha senso lavorare insieme e se posso esserti d’aiuto. Se sì, il passo dopo è una sessione di 50 minuti sul tuo account, che costa 147 euro: se non ti è servita te li restituisco, se poi lavoriamo insieme li scalo dal preventivo. Il resto si preventiva dopo aver visto l’account.

Non sono la persona giusta se…

Meglio dirlo prima, per tutti e due.

  • Cerchi vendite garantite, con cifra e data: posso dirti cosa proviamo, perché, e come misuriamo se funziona. Un numero promesso in anticipo no.
  • Vuoi delegare tutto e non saperne più niente: lavoro meglio con chi vuole capire, anche solo a grandi linee, cosa succede nel suo account. Una collaborazione lunga si può fare volentieri, ma da partner, non come una scatola chiusa di cui ho le chiavi solo io.
  • Cerchi solo qualcuno che esegua una lista di cose già decise, senza discuterle: se vedo che una cosa non serve, o che ce n’è una più urgente, te lo dico. E a volte la risposta è no.
  • Vuoi pagare solo a risultato, senza un perimetro definito: lavoro su progetti con un inizio, una fine e un prezzo chiaro, concordati prima di cominciare.
  • Ti serve qualcuno reperibile a qualsiasi ora, weekend compresi: rispondo nei giorni lavorativi, e la presenza durante un lancio va concordata prima. Il pronto intervento non posso garantirlo.

Non è un giudizio: vuol dire solo che ti serve un’altra figura. E se conosco quella giusta, ti faccio il nome.

Raccontami il tuo account

Bastano due o tre righe: cosa succede, da quando, cosa hai già provato.

Se ActiveCampaign non ce l’hai ancora, scrivimi cosa usi adesso.

Ti rispondo di persona entro 2 giorni lavorativi e fissiamo la chiamata di 20 minuti, gratis.

Preferisci la mail? info@mirkomorfino.com

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Ricevuto.

È nella mia casella. Rispondo io entro 2 giorni lavorativi.

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